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venerdì 18 gennaio 2019

L'AUTORITARISMO NASCOSTO DELLA SCIENZA 

"La scienza impartisce continuamente ordini, per esempio per la salute e per l'educazione: essa li motiva indicando le conseguenze nocive della disobbedienza: allo stesso modo, in passato, i legislatori della morale fondarono i loro comandamenti" (F. Nietzsche - "Fram. postumi" 79-81 - 3 (71)). La scienza ignora continuamente le intenzioni dei singoli: l'espressione "te l'ha ordinato il dottore" è rivelativa. Ognuno rischia come vuole. Se poi i dettami scientifici diventano leggi dello Stato (vedi vaccini, trattamenti sanitari obbligatori), la natura autoritaria della scienza diventa ancora più chiara. Lo Stato fa suo quello che è già un ordine, diventato, per la divulgazione scientifica, opinione diffusa anche tra gli ignoranti di scienza che fanno le leggi. La scienza giustifica questi ordini inventando responsabilità che nascono solo all'interno delle convinzioni scientifiche (come il contagio da virus; l'assurdità dei portatori sani), credere alle quale non è obbligatorio.
NATURA, ARTE, SCIENZA 

"Se l'artista a ogni disvelamento della verità <scienza> rimane attaccato con sguardi estatici sempre e solo a ciò che ora..rimane velo <ciò che appare ai sensi>, l'uomo teoretico a sua volta gode e si appaga nel togliere il velo..Non ci sarebbe nessuna scienza, se a essa importasse solo quell'unica dea nuda <velo> e nient'altro" (F. Nietzsche - "La nascita della tragedia" 15). Lo svelamento è la ragione, il velo e la dea nuda sono la realtà sensibile. Nietzsche trova più affinità tra arte e natura, che tra natura e scienza. L'arte condivide con la scienza la tecnica, ma, se non è astratta, riproduce la natura in particolari sensazioni. L'arte astratta, invece, va "oltre" i sensi, è solo psichica. La scienza, come l'arte astratta, non ama la realtà sensibile, non si attiene alle cose, ma alla spiegazione, fa psicologia.

giovedì 17 gennaio 2019

SPATARO

Questo Procuratore della Repubblica è la prova provata che la Magistratura è corrotta dal PD. Dice che la legge Salvini è incostituzionale perché nega il diritto di asilo. Eppure, per firmare la legge, Mattarella, che non è della Lega, ha già fatto una prima verifica di costituzionalità. Se la Corte Costituzionale la boccia, il motivo non sarà costituzionale. La Costituzione dice: "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche..ha diritto di asilo" (art. 10). Si parla di libertà politiche, quindi il diritto di asilo non vale in ogni caso, ma solo per i diritti politici. Non può valere per tutto il mondo, perché le condizioni democratiche (?) italiane ci sono solo in una decina di paesi occidentali. Tutto il mondo restante, non democratico, ha diritto di asilo in Italia?
LA SCIENZA E LA TECNICA 

"Per se stesso un uomo sa o non sa; ma egli dice di sapere per gli altri..quando egli dice 'io so', dice..per aver dagli altri alcunché che..non gli è dato..E' l'inadeguata affermazione di individualità: la rettorica..Ogni progresso della tecnica istupidisce per quella parte il corpo dell'uomo" (C. Michelstaedter-La persuasione e la rettorica). Vero, ma è anche peggio. Il sapere, al più, è l'esperienza che ognuno fa da solo, perché deve accettare quella altrui? Chi crede ad un sapere valido per tutti, come lo scienziato, crede ad un sapere arrogante e assoluto, fa "retorica". La tecnica istupidisce le membra del corpo e anche il cervello: lo rende schiavo di meccanismi impersonali che omologano e creano dipendenza universale. Distrugge la personalità.
I FONDAMENTI PSICOLOGICI DELLA SCIENZA 

Dice Nietzsche: "il segreto fondamentale della scienza..sta però <in> una profonda idea illusoria, che venne al mondo..<con> Socrate, ossia quell'incrollabile fede che il pensiero giunga, seguendo il filo conduttore della causalità, fin nei più profondi abissi dell'essere, e che il pensiero sia in grado..di correggere l'essere" (La nascita della tragedia 15). E' la civiltà scientifica e tecnologica moderna. Ed è "fede". "Il filo conduttore della causalità" è un'associazione mentale, psicologica, una sovrastruttura applicata a quello che si vede. Questa sovrastruttura psicologica può corrispondere alla realtà se si tratta di un impatto materiale (un pugno e un livido), ma non ha più valore quando associa entità indipendenti a se stanti, con la mediazione di micro-entità (malattie infettive).

mercoledì 16 gennaio 2019

SOCIOLOGIA: SCIENZA POSITIVISTICO-CRISTIANA 

Il Positivismo è nato con A. Comte, un fanatico della scienza che ne fa una vera e propria Chiesa, con i suoi dogmi e il suo calendario. E' strutturalmente "olistico", considera il singolo solo come parte di un tutto metafisico-sociale, per cui, come il cristiano, non vede altro che l'unità della specie umana e l'altruismo come valore. L'indipendenza e la differenza individuale non sa cos'è. Per questo, con superficialità, distingue i rapporti umani in "solidali" (benedetti) e "competitivi" (maledetti), come fa il cristiano. Su queste basi nasce la sociologia, che ragiona solo per "gruppi" (gregge). Ma ci sono individui che non sono né solidali e né competitivi, bensì solo indipendenti: Leopardi, Stirner e Nietzsche sono incomprensibili sia per la sociologia che per il cristianesimo.
IL CONFORMISMO ANTI-RAZZISTA 

Io vedo in giro una vera ossessione di gente che sembra diventata un esercito di poliziotti della parola e del gesto, pronta a parlare di "razzismo". Si parla più di razzismo oggi che nell'epoca dello schiavismo americano o della persecuzione nazista degli ebrei. Mi convinco sempre di più che questo anti-razzismo sia solo un lavaggio del cervello prodotto dalla globalizzazione. Mi immagino un ebreo in un campo di concentramento irritato del razzismo dei nazisti perché gli fanno "buuu". Il termine "razzismo" è stato del tutto deformato. In origine significava: "Teoria che esalta le qualità superiori di una razza e afferma la necessità di conservarla pura da ogni commistione con altre razze, respingendo queste o tenendole in uno stato di inferiorità" (Zingarelli). Ammettiamo che un "buu" indichi un'antipatia. Non si può avere antipatia per un individuo, una cultura, perfino una razza? L'antipatia è un diritto dell'uomo. Non è né una teoria di superiorità e neppure vuol dire di per sé ritenersi superiore o di tenere gli altri in condizioni di inferiorità o che ciò possa giustificare una violenza. Già su questo oggi il termine razzismo ha subito una profonda deformazione, quasi ci debba essere l'obbligo della simpatia per tutti (dogma cristiano dell'amore universale che la globalizzazione rende utilitarismo economico). Che vuol dire "respingendo queste"? Non si ha il diritto di stare separato da qualcuno o qualcosa che ti è antipatico? Che vuole dire "tenere in stato di inferiorità"? Allora anche un ricco, un papa, un presidente della repubblica, una datore di lavoro tiene in condizione di inferiorità un poveraccio qualsiasi per le prerogative che ha. Questi ultimi sono più razzisti di chi fa "buu", perché chi fa "buu" mostra solo un'antipatia, chi è ricco o detiene un potere sfruttando i cittadini e i lavoratori, invece, compie uno sfruttamento paragonabile alla violenza vera e propria. Rimane il fatto che l'antipatia è un diritto e che averla non indica nessuna superiorità/inferiorità o "teoria". Poi è chiaro che ognuno, come diceva Leopardi, ama se stesso di preferenza.