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martedì 3 marzo 2020

LA SCIENZA NON E' SAGGEZZA, COME NON LO E' LA RELIGIONE, SI TRATTA DI DOGMI CREATI DA VIGLIACCHI CHE NON SANNO STARE AL MONDO E IMMAGINANO, NELLA LORO MISERA MENTE, O UN MONDO ETERNO O UN MONDO PROTETTO. LA SAGGEZZA DICE BEN ALTRO, AD ESEMPIO DICE: “Tutto muore e trapassa o prima o poi;/ e se tutto non passa, passiam noi” (Luciano di Samosata - “Epigrammi” 4).
I MIEI SOGNI

Una volta sognavo i miei genitori o mio fratello vivi, poi o nel sogno stesso o al risveglio rivivevo il trauma del lutto. Adesso mi sogno ancora professore che, come allora, per passione, lavora tutto il giorno, progettando linee guida che mostrino le degenerazioni del pensiero umano, con autori condivisibili o detestabili, ma con lo spirito di chi fa riflettere perché affronta la questione da un'ottica diversa da quella comune. Più filosofo che professore. Poi o nel sogno o al risveglio rivivo, come un lutto, che sto in pensione da più di 5 anni e i progetti del sogno sfumano. Sono tristi i pensionati, specie se non sono nonni: penso a Novalis: "Che cosa ritarda il nostro ritorno?/ Già riposano in pace i più cari./.../ Più nulla abbiamo qui da cercare -/ il cuore è sazio - il mondo è vuoto" (Novalis - "Inni alla notte" VI)

lunedì 2 marzo 2020

VACCINO E NON

Il coronavirus dimostra cosa c'è dietro l'ansia da vaccino, l'angoscia di coloro che pretendono un mondo protetto, solo che tale mondo non c'è! Il vaccino non c'è! E' il pro-vax che diffonde il panico. Crede di essere protetto se segue la scienza: per la quale il vaccino salva, ma nasconde che può far male. Si vuole essere protetti e ora non è possibile, di qui l'angoscia dei pro-vax. Il no-vax ragiona diversamente: non solo di libertà personale (fattore etico più importante della salute pubblica), ma anche di personalità corporea: chi è debole si ammala e può morire, chi è forte no. Il pro-vax, oggi nel panico, se ne frega se l'anziano muore per un semplice raffreddore o un virus per altri innocuo, perché non uccide nessuno, tranne l'anziano malandato. L'anziano è debole, può morire, perché gli altri deboli non lo possono?
ANGOSCIA E PAURA

Data la superficialità di quello che si sente in Tv, occorre segnalare l'intervento di un certo livello di U. Galimberti (filosofo psicoanalista). Prendendo spunto da Heidegger, per il quale la paura è sempre "paura di", mentre l'angoscia è un timore indistinto, ne deriva che il coranavirus sta suscitando più angoscia che paura. Identificare in cinesi o italiani una causa significa tentare di sfuggire all'indistinto dell'angoscia, passando alla paura determinata: il cinese o l'italiano. Ciò spiega benissimo i comportamenti ingiusti e dannosi delle nazioni. Io detesto chi prova "angoscia", questo timore dell'indeterminato indica follia mentale. La paura è più rispettabile. Ma anch'essa è giustificabile solo quando è fisica e non psicologica. Io non soffro né di angoscia e né di paure psicologiche (solo corporee).

domenica 1 marzo 2020

QUEL CHE NON MI PIACE DELLE DONNE

Il "vittimismo"! Già stabilire, sulla base di criteri economici ed egualitari della moderna società borghese e socialista, che le donne erano discriminate nel passato, mostra una profonda ignoranza storica, non sapere che nel passato certe comodità o facilità di lavoro fuori casa non esistevano. Riguardo a richieste sessuali, non accetto di considerare la donna vittima, se può dire di no a un ricatto e non lo fa (se il lavoro dipende da discrezionalità). La donna è vittima quando la violenza ha aspetto fisico, ma non ammetto il diritto alla debolezza psicologica: la donna, come l'uomo, non ha tale diritto. Se puoi uscire da una stanza, ma ci resti e assecondi una voglia sessuale per ottenere qualcosa, stai facendo un contratto tacito, come quello di una prostituta, che non subisce violenza.
LA SCIENZA CREA CONTAGI: DALL'UNTORE AL CONTAGIO

L'uomo incolpa del suo star male o morire l'esterno, specie altri uomini: tipo gli untori. La scienza ha reso metafisico il mezzo di trasmissione del male, da "persona" è diventato "virus". La malattia si considera un ente oggettivo e identico trasmesso o dall'untore o dal virus, da chi lo porta: è la demonizzazione degli untori (malignità innata umana). Se per "virus" si intende qualcosa che nell'ambiente ci fa ammalare o ci uccide, allora virus nell'ambiente ci sono sempre per natura, ma il contagio non c'è mai. Un virus ci fa male perché siamo deboli, ma i deboli non possono impedire di vivere ai sani: è immoralità cristiana sacrificare i sani per i deboli. La scienza ha reso nevrotiche le percezioni dei virus e vedendoli ovunque ha creato lei stessa l'idea del contagio.
I BUONI 

Tra conoscenti e amici ho trovato molti "buoni" che parlavano sempre di solidarietà, assistenza, accoglienza e facevano sempre promesse facili di aiuto: di tutto ciò ne facevano anche segno di motivazioni e scelte politiche. Nella loro vita privata, invece, vedevo sempre un fisso e cieco egocentrismo, per il quale io, che negavo una simile solidarietà indiscriminata e le conseguenti scelte politiche, sia pure nei limiti dei miei sentimenti (perché non aiuto nessuno che si colloca oltre i miei personali sentimenti e su questo sono disposto alla guerra con qualunque legge e qualunque Stato), mi rivelavo molto più generoso, ovviamente nei miei limiti fisici ed economici. I buoni promettono molto e mantengono poco o nulla, io ho sempre promesso poco o non ho promesso e ho sempre mantenuto la parola. La parola per il buono non conta nulla. Sono stanco di chiacchieroni ipocriti della solidarietà, sono dei mentitori e dei pecoroni, perché la solidarietà è una sottomissione al gruppo nella speranza di ricevere da esso sempre di più di quanto gli si dà. Il buono è un affarista.