Cerca nel blog

martedì 7 gennaio 2020

CAUSA-EFFETTO E MONDO SENSIBILE 

“La natura ci sta tutta spiegata davanti, nuda e aperta. Per ben conoscerla non è bisogno alzare alcun velo che la cuopra <bastano i sensi>..L’uomo non riceve nessuna idea se non per mezzo dei sensi” (G. Leopardi - “Zibaldone” 2710, 2714). Appare evidente, quindi, che Leopardi e Nietzsche non credono all’ingannevolezza o inadeguatezza dei sensi, quindi non credono a cose da rivelare poste oltre quel che i sensi nudi forniscono, siano esse prodotte da una mente religiosa o siano esse prodotte da una mente scientifica e dagli strumenti scientifici sovrapposti all’immediata percezione sensoriale. In questo senso entrambi ritengono che la modernità falsifichi la realtà proprio perché non la coglie ad occhio nudo, ma ha la pretesa di coglierla in strumenti tecnici e scientifici a cui viene assegnato quasi un ruolo feticistico o di “oracolo”. Gli antichi e i primitivi stavano molto di più “dentro la realtà” e Leopardi e Nietzsche condividono la posizione di primitivi e antichi riguardo ai sensi: “<i primitivi> ‘Non credono che a ciò che vedono’ <in modo immediato>..non hanno alcun interesse per le connessioni causali più evidenti, sanno benissimo utilizzarle per procurarsi ciò che è loro indispensabile” (L. Lévy-Bruhl - “La mentalità primitiva” - Introd., cap. XIV, III). Il che significa che usano il pensiero solo praticamente e all’interno del mondo sensibile, la stessa cosa fanno con la causa ed effetto, per cui, se non subentrano prime forme di spiritualismo animista, capiscono bene la causa e l’effetto di un pugnale, ma non immaginano invisibili batteri di eventuali malattie contagiose. Usano la causa e l’effetto solo in modo pratico e non ne fanno il modo ideale e razionale di leggere l’intera realtà, perché, se applicata per vizio, la causalità sfugge al mondo sensibile e spesso, in modo particolare attraverso il microscopio, viene costruita artificialmente, così come Kant sosteneva di Dio (I batteri sono inesistenti senza strumenti scientifici, così come Dio è inesistente senza fede, anche quella nella verità fornita dagli strumenti scientifici e tecnici è una fede), batteri, virus, Dio sono cause invisibili, non sensibili, metafisiche: “il principio di causalità non ha alcun significato, né alcun segno del suo uso fuori del mondo sensibile” (I. Kant - “Critica della ragion pura” II, lib. II, cap. III). Nella prova cosmologica relativa all’esistenza di Dio, il prinicipio di causalità esce dal mondo sensibile, quindi si è abusato del principio di causa ed effetto. Ma la stessa cosa avviene mediante l’uso di strumenti scientifici e tecnici, i quali rappresentano un’“astuzia della ragione”, giacché fanno credere ad una visibilità di ciò che sta “oltre il mondo sensibile” perché riproducono schemi e immagini sullo strumento tecnico o scientifico. Le cause individuate mediante strumenti scientifici sono un abuso della ragione e della legge di causa ed effetto. Le immagini o gli schemi prodotti dallo strumento tecnico o scientifico vengono spacciati per realtà percepita oltre il naturale mondo sensibile fornito dai sensi, sono, in pratica, una dichiarazione di invalidità degli organi sensoriali che viene fatta solo per poter giustificare l’andare oltre il mondo sensibile e fondare, con un’astuzia, una causa di tipo metafisico. Se qualcuno si presentasse con uno strumento tecnico che riproduce una macchia nera, potrebbe dire che quel che vede nello strumento è Dio ed è la causa di ogni fenomeno posto all’attenzione. Quel che si vede nello strumento è il prodotto di uno strumento, non può essere assolutamente una realtà più profonda della realtà vista ad occhio nudo, realtà ad occhio nudo che non percepisce quanto visto nello strumento. Ne consegue che nella realtà l’immagine prodotta dalla strumento non esiste e farne una causa, andando oltre il mondo sensibile immediato, non ha alcun significato riguardo alla verità fornita dai sensi, per la ragione indicata da Kant, ma a cui si attengono solo Leopardi e Nietzsche.

domenica 5 gennaio 2020

LA SCHIZOFRENIA DELLA POLITICA 

Aiuta gli affari e danneggia l'ambiente oppure aiuta l'ambiente e danneggia gli affari. Dissociazione. Con città grandi come regioni non è possibile non usare le macchine. Inquinano? A parte che si può dubitare delle centraline che rilevano l'inquinamento, dato che lo rilevano "qui ed ora" e non "là e dopo", la società è organizzata in modo che chi lavora o deve muoversi è costretto a fare decine di Km. Non si parli di mezzi pubblici, è demagogia. In certe zone passa un bus ogni ora, se passa. Non si capisce che l'inquinamento è insito nella massa di persone, nel tenore di vita e nel modo di operare della società industriale, per cui o si danneggia chi lavora o l'aria e l'ambiente. Le soluzioni ecologiche, le chiusure al traffico sono una presa per il sedere che danneggiano chi lavora

sabato 4 gennaio 2020

VENTI DI GUERRA? FORSE. DI CERTO, SE GOVERNANO DEI TONTI DI MAMMA CHE STANNO CON LA TESTA IN PARADISO, DOVE REGNA LA PACE PROTETTA DAL GRANDE TIRANNO, E CHE CHE TEORIZZANO GLOBALIZZAZIONE E MIGRAZIONI, VERREMO TRAVOLTI. I SOLDATI ITALIANI MANDATI SCONSIDERATAMENTE A FARE NON RICHIESTE (DAI PAESI DOVE SI TROVANO) "MISSIONI DI PACE" E GLI INTERESSI PETROLIFERI DELL'ENI IN LIBIA FARANNO UNA BRUTTA FINE. E SI' CHE L'ENI NON E' UNA COMPAGNIA PETROLIFERA CAPITALISTA, HA SEMPRE PAGATO CON ONESTA' I PAESI PRODUTTORI DI PETROLIO FIN DALL'EPOCA DI MATTEI. SENZA IL PETROLIO LIBICO L'ITALIA POTREBBE NON AVERE RISORSE PER SCALDARSI E PER LA MOBILITA'. CI VORREBBE UN GOVERNO DI PERSONE DECISE E UN CERTO RIARMO, NON DEI PACIFISTI CHE ORA, DA INADEGUATI, SONO COSTRETTI A TORNARE ALLA REALTA' E AD USCIRE DAL MONDO DEI SOGNI UMANITARI.

venerdì 3 gennaio 2020

RENATO CAROSONE

Va ricordato un autore così geniale e compagno musicale della mia infanzia nato il 3/1/1920 (100 anni fa). Si ritirò ad inizio degli anni '60 di fronte alla musica del nuovo decennio. In realtà le sue canzoni, che mi hanno accompagnato fino a 12 anni, per tutti gli anni '50, hanno superato il tempo e introdussero il ritmo nella canzone italiana, soprattutto napoletana. Le sue canzoni piacevano a mio padre, che non era un abituale della musica: soprattutto canzoni divertenti come "La donna riccia", "Pigliate 'na pastiglia", "O russo e rossa", "Mo vene Natale", "Tre numeri al lotto". Ma Carosone ha fatto decine di capolavori: "Tu vuo' fa l'americano", "Torero", "Guaglione", "Io mammete e tu", "Chella là", "La pansé", "Maruzzella", "Scapricciatiello", "Mambo italiano", "O' sarracino", "Piccolissima serenata" ecc.
LEOPARDI OSTILE ALL'ENCICLOPEDISMO 

Non si capisce come si possa accostare Leopardi all’Illuminismo, considerando la sua ostilità all’enciclopedismo e considerando anche che proprio l’enciclopedismo è uno dei tratti più importanti dell’Illuminismo. Leopardi vede benissimo che l’impicciolimento delle conoscenze nelle specializzazioni razionali deriva proprio dal gigantismo enciclopedico, dato che l’Enciclopedia nasce proprio da una divisione del lavoro esasperata e tecnica, che presuppone un “olismo antropologico” in cui il sapere non lo possiede nessuno, perché è solo l’insieme umano che potrebbe possedere un sapere enciclopedico: solo che l’Umanità in sé non esiste: “ENCICLOPEDIA - Questa parola significa ‘concatenazione delle scienze’..Scopo di un’enciclopedia è infatti raccogliere le conoscenze sparse sulla faccia della terra..affinché non si debba morire senza aver ben meritato dal genere umano..Se si considera l’immenso contenuto di un’enciclopedia, la sola cosa che si nota a prima vista è ch’essa non può essere opera di una sola persona” (D. Diderot - “Enciclopedia” (voce ‘Enciclopedia’)). Ne consegue che il possessore della “concatenazione delle scienze” è solo il “genere umano”. Siamo di fronte a una religione dell’“Umanità” che presenta l’umanità come un’unità reale che, di fatto, è il sostituto di Dio. La concatenazione delle scienze riproduce esattamente il sapere teologico di Dio, rappresenta la laicizzazione della religione operata dall’Illuminismo, prima, e completata dal Positivismo e dal mito tecnologico del Novecento. Enciclopedico poteva essere l’uomo primitivo, perché il sapere che doveva acquisire per vivere era semplice e limitato, senza semplicità e limitazione non c’è alcun sapere enciclopedico

mercoledì 1 gennaio 2020

LA DEMAGOGIA FEMMINISTA

Guardo su "Focus" un servizio su Egon Schiele, un pittore novecentesco che mi fa vomitare. Poi appare una donna che, commentando, dice che è un pittore rivoluzionario perché dipinge le donne nude in verticale, anziché in orizzontale, e che i maschi eterosessuali giravano i quadri in orizzontale per possessività sessuale. Ciò avrebbe liberato la donna dallo sguardo maschile. Idiozia demagogica! Se i quadri non alludevano a sessualità, i maschi semplicemente fraintendevano, giacché senza Ercole l'atto sessuale si fa in orizzontale. Se sì, era ovvia l'orizzontalità. Questa idea che la donna nuda è prigioniera dello sguardo maschile è una cosa che ha veramente stancato, non solo perché demonizza la sessualità maschile, ma anche perché fissa che la donna non possa essere attiva nel sedurre con la sua nudità.
CONCERTO DI CAPODANNO

Vienna philarmonic orchestra. Un momento mistico incredibile ("la musica scava il cielo" - Baudelaire - "Razzi") che riflette, ancora nella seconda metà dell'Ottocento (oltre borghesia, socialismo e Impero asburgico), l'essenza poetica del Romanticismo: la musica. Resto convinto della superiorità morale e artistica della musica dell''800 e, nonostante un degno risveglio dello spirito musicale tra il 1950 e il 1980, associato ad un rifiuto sociale, come era, tra le pieghe, anche quello del Romanticismo, la musica del Novecento non è all'altezza di quella dell''800. Dopo il 1980 poi la decadenza della musica è evidente per chi non è sordo. Solo i sordi infatti non trovano belle "Il bel Danubio blu" e la "Marcia di Radetzky" (al di là del personaggio). E' mortificante che i giovani non conoscano la musica dell'800.