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venerdì 9 agosto 2019

MILIARDARI E SOLIDARIETA'

Quanto detesto quei miliardari, tipo Richard Gere, che per lavarsi la coscienza dei soldi facili che rubano vanno a fare sceneggiate a favore di migranti e poveracci. Voi vi sareste potuti permettere un viaggio nel Mediterraneo portando migliaia di dollari di derrate alimentari? No! La solidarietà è la faccia buona del potere, come la carità cristiana. Associazioni solidali nascono come funghi, non si sa bene di cosa campano, poi si scopre che ricevono soldi da istituzioni (sindaci ecc.) o hanno degli sponsor. Chi vi ha messo in testa che l'umanità è un'unità inscindibile che, come Gesù Cristo, salva tutti quanti? E' religione! Si fa diventare il salvataggio un obbligo anche nei casi in cui ci si mette da soli nei pasticci (migranti in mare o scalatori sulle rocce) e non c'è un imprevedibile evento naturale.
VERIFICATE SE NON VI TROVATE IN QUESTA GABBIA: "Fu allora che il mio istinto si decise inesorabilmente a finirla di cedere ad altri, di procedere con altri, di scambiarmi con altri. Qualunque specie di vita, le condizioni più sfavorevoli..tutto mi sembrava preferibile a quell'indegno 'altruismo' in cui ero incappato, all'inizio per ignoranza, per gioventù, ma restandoci poi attaccato per inerzia, per il cosiddetto 'senso del dovere'" (F. Nietzsche - "Ecce homo" - Umano, troppo umano 4).
LA SOLITUDINE INTELLETTUALE

Se la società è pessima e percorsa ovunque da fremiti meschini o nevrotici, il poeta o il filosofo non ha altra soluzione che condurre una vita solitaria, per mantenere libere le sue idee e mantenere la sua salute: “Dalle dette considerazioni consegue che oggi l’uomo, quanto è più savio o sapiente, cioè quanto più conosce e sente l’infelicità..tanto più ama la solitudine” (G. Leopardi - “Zibaldone” 682). Il che ha il suo corrispettivo in Nietzsche: “questo mondo democratico trasforma tutti in specialisti, perciò la grandezza è oggi nell’essere universali <sguardo più ampio sull’umanità>..Esso sviluppa l’animale di branco, perciò è oggi da ascrivere a grandezza lo star solo e il vivere indipendente” (F. Nietzsche - “Frammenti postumi” 1884-85 - 35 (25)). Nella solitudine il filosofo o il poeta ritrova se stesso.

giovedì 8 agosto 2019

OTTOCENTO E NOVECENTO

L’arte deve attingere dalla vita, dalle passioni, dagli istinti, dai sentimenti, non può essere un’arte psicologica (come quella del Novecento), giacché la psicologia è un’appendice intellettuale della razionalità: “quest’arte insomma psicologica, distrugge l’illusione senza cui non ci sarà poesia in sempiterno, distrugge la grandezza dell’animo” (G. Leopardi - “Zibaldone” 17). Infatti, di un secolo egocentricamente psicologico come il Novecento, tutto si può dire, meno che abbia prodotto grande poesia - il nichilismo non è poesia -, ha ottenuto buoni risultati solo in ambito comico, in cui il cinismo della ragione svolge il suo ruolo, non sempre solo scherzoso. L’uomo del Novecento, se cerca passioni e sentimenti, si rivolge sempre all’arte dell’Ottocento, in questo infinitamente superiore a quella del Novecento.

mercoledì 7 agosto 2019

MERDA DI DESTRA E DI SINISTRA 

Se la sinistra è merda cristiana quando parla di accoglienza dei migranti, in nome di un astratto egualitarismo che è di natura intellettual-matematico, è merda quando impedisce di difendersi, anche uccidendo, in casa propria, quando fa la sessuofobica sulla prostituzione, quando nega la sovranità individuale e nazionale, la destra è merda quando non riconosce il diritto all'eutanasia per chi si trova in condizioni umanamente non dignitose, quando fa da leccapiedi al Vaticano che dice che la Chiesa è madre di tutta l'umanità, una cazzata che solo un idiota può stare a sentire, quando esalta le divise a priori, come se tra poliziotti e militari non ci possano essere deficienti o delinquenti. Si può uscire da questa merda? Non voto più, vado al mare, chi vota è idiota.
CONTRO IL GIGANTISMO MODERNO

La globalizzazione è l'apice del gigantismo. Il ribellarsi dei popoli ai capi nell’antichità era più facile, giacché si trattava di piccoli Stati o addirittura piccoli gruppi, ma ciò significa solo che il gigantismo degli Stati, figurarsi con quello planetario insito nella globalizzazione per l’interesse dei mercati!, è una vera e propria perversione morale: “Le città antiche..erano piccole..erano però più importanti assai, per la somma forza d’illusioni che vi regnava” (G. Leopardi - “Zibaldone” 895, 896). Il gigantismo è sorretto dalla ragione che tende all’infinito e genera un distacco abissale tra i governi e i cittadini, là dove i piccoli Stati si formano per la natura stessa dei costumi legati a un territorio, quindi non per motivi razionali, con la conseguenza che avevano legami affettivi (illusioni) molto più forti e quindi capaci di impedire ai governi di fare quello che gli pare. E’ un po la differenza che corre tra i capi di governo di grandi Stati, addirittura inavvicinabili, e i sindaci di piccoli paesi che camminano tranquillamente per strada e tutti conoscono.
LA VIOLENZA TECNOLOGICA

Nella condizione naturale, che non è quella tecnologica, la guerra è necessaria alla sopravvivenza: il leone non fa commercio con la gazzella per ottenere la sua carne. L’uomo non sfugge a questa regola e ogni oggetto o cibo che usa consegue a una guerra fatta alla natura. L’uomo, sentendosi, come Dio, padrone dell’universo, non si accorge più della guerra che fa alla natura, se ne accorge solo se diventa nociva per lui. L’ecologia è antropocentrismo naturalistico. Questa barbarie civile cominciò con il neolitico, ma ha subito un accelerazione spaventosa nell’ultimo secolo per il perverso rapporto tra “produzione” e “aumento della popolazione”, che sarebbero da combattere e non stimolati. La tecnologia potenzia la barbarie civile. E’ la cecità filosofica dei politici, dell’opinione pubblica.