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martedì 4 giugno 2019

LA COSCIENZA DELLA MORTE

Pazzi, scienziati, religiosi ne rimuovono la coscienza, perché vili terrorizzati dalla realtà. I bambini, invece, non la conoscono e sono i più felici. Poi la si conosce, dapprima perché muore un lontano parente, allora ci fa orrore, però non è vera coscienza, ma timore. Vera coscienza della morte c'è quando muore chi amiamo. Io ho visto morire mio padre, mia madre, mio fratello. Ho avuto la fortuna di non veder morire mia moglie o mio figlio, perché non li ho avuti (sfortuna). Quando si invecchia in compagnia si avverte di meno l'arrivo della morte, i malanni ci sono, ma chi si ama ci distrae dai malanni se non sono terminali, ma, se si è soli, la morte la senti addosso con mali sempre più gravi e allora si comincia ad avere la coscienza anche della "propria" morte.
UN DOLLARO D'ONORE (1959) 

Lo vedo con piacere su Iris (avevo 11-12 anni quando lo vidi per la prima volta), con John Wayne e Dean Martin e due meravigliose canzoni, cioè "Rio Bravo" e il "Deguello". Mi fa rabbia vedere la stupidità degli intellettuali di sinistra che definiscono fascista John Wayne, almeno quello dei western, solo perché risolve i problemi di giustizia mediante cazzotti e revolverate. L'intellettuale di sinistra, figlio del prete, pensa che basta parlare, è la perfetta incarnazione del detto "me ne ha date, ma gliene ho dette". Pensa che per la giustizia bastino le chiacchiere e la benedizione del papa, mentre ci vuole la lotta e dato che Wayne rappresenta la lotta fisica è fascista. Tutto quello che è lotta è fascista per questi idioti. Eppure senza lotta non c'è né libertà e né giustizia.
LA SPERIMENTAZIONE
Questa idea è nata con la cultura scientifico-progressista borghese e socialista ed è vuotezza di sé e mancanza di personalità e amor proprio. Io la detesto nei costumi, nella culinaria e un po dovunque, il che non significa accettare passivamente la tradizione: se quest'ultima opprime libertà e giustizia va soppressa. Avete mai visto un papavero che sperimenta per diventare margherita? Gli incroci sperimentali e le snaturanti forzature le fa solo l'uomo. Facciamo l'es.del cibo, perché devo sperimentare cibo che non conosco se so già quello che mi piace e che fa parte della mia personalità? C'è gente che sperimenta anche nei costumi, è europea e vuole i costumi barbarici islamici (globalizzazione). In pratica si sente vuota e infinita, è quello che gli passa davanti, è indifferente, una nullità.

lunedì 3 giugno 2019

NIETZSCHE E LE PROFESSIONI 

Nietzsche è un ribelle anarchico distruttivo in nome dell’anarco-individualismo aristocratico con la “trasvalutazione di tutti i valori”: “’Non si possono capovolgere tutti i valori?’” (F. Nietzsche - “Umano, troppo umano” lib. 1°, 3). Non si tratta di essere anarchici per restaurare l’autorità sociale (come superficialmente pensano a sinistra), Nietzsche non è meno anti-tirannico e anti-dittatoriale di Leopardi, giacché l’autorità ha una radice extra-mondana o mentale, mentre Nietzsche segue la linea del corpo e della personalità che ne deriva, si tratta, invece, di restaurare l’autorità della natura e della vita, che il nichilismo cristiano e moderno stanno distruggendo: da giovane mediante l’arte che domina lo “Stato greco” e nel Nietzsche maturo mediante l’annuncio del superuomo che riporta al successo solo la natura nella sua spontanea diversità e libera estrinsecazione della personalità indipendente e forte. Per far questo bisogna distruggere l’egualitarismo cristiano e moderno che fa distinzioni non per natura, ma solo per utilità sociale, come le distinzioni delle professioni, queste sì che tendono all’autoritarismo della competenza, o delle misure: “Una specie superiore di uomini <superuomo>..non ama le ‘professioni’, appunto per il fatto che conosce la sua vocazione” (F. Nietzsche - “Crepuscolo degli idoli” - Quel che i tedeschi non hanno 6). Le professioni presuppongono l’altruismo, sia pure remunerato, mentre il superuomo vive della sua personalità o amor proprio che non può trovarsi in altri, tanto meno nei professionisti o nella conoscenza
SINISTRA E NON 

Coerentemente con il mio amore per Stirner e Nietzsche sto dalla parte dei lavoratori se si ribellano e fanno una guerra civile contro i proprietari, anche se solo azionisti o speculatori del mercato finanziario. Fuoco alle Borse! Salvo che, se instaurano una dittatura, come in Russia con Lenin e Stalin, rivendico il diritto di fare la guerra civile anche contro i lavoratori. Quel che non sopporto della sinistra non è la guerra civile, ma il suo imitare la caritas cristiana: il solidarismo umanitario verso lavoratori e disperati di ogni tipo. Niente assistenza, è vomitevole, è offesa alla dignità delle persone, ai disperati non bisogna dare accoglienza, ma armi per fare la guerra civile. La sinistra, se accoglie i migranti, mi fa vomitare, se offre armi agli africani per fare una guerra civile nel loro paese mi sta bene.

domenica 2 giugno 2019

L'IPOCRISIA DEL DIRITTO DEL MARE

Il richiamo al diritto del mare per salvare i migranti nel Mediterraneo, i più agiati dei disperati, è ideologia per realizzare il progetto della globalizzazione e l'azzeramento dei popoli e degli individui nell'omologazione planetaria. Nel diritto del mare si salva qualcuno a cui è capitato un naufragio (perché non si respingono quelli che arrivano direttamente in territorio italiano?) e lo si riporta a casa sua. Se una serie di disperati si butta a fiume affinché io li salvi e li porti a casa mia, penso che non ci sia il dovere morale di salvarli, giacché creano il loro pericolo con un secondo fine ingiusto e immorale. Lo stesso vale per i migranti che si gettano in mare con i barconi: il diritto di salvarli non esiste, perché creano il loro pericolo con un secondo fine.

sabato 1 giugno 2019

LETTERA A SALVINI (sul suo sito fb)

L'ho votata alle europee per questi motivi: 1) sono più contrario di lei alle immigrazioni clandestine (io pattuglierei le coste libiche anche a costo di una guerra); 2) sono favorevole alla legittima difesa in casa; 3) sono contrario alle adozioni gay; 4) sono favorevole alla riapertura delle case chiuse. Ma lei perderà il mio voto se: 1) seguiterà ad enfatizzare le forze dell'ordine (spesso sono corporative, come i magistrati sono una casta: la magistratura sta espropriando il potere esecutivo e legislativo); 2) se seguiterà a sbandierare simboli cristiani, inseguendo i voti dei movimenti della famiglia cattolici; 3) se seguiterà ad ostacolare l'eutanasia; 4) se demonizzerà le droghe leggere con il dogma "la droga è droga".