Cerca nel blog

lunedì 4 febbraio 2019

IL MIO ESSERE ROMANO 

Sebbene figlio di genitori molisani venuti a Roma nel lontano 1931, io, nato e cresciuto a Roma, mi sento romano e trovo detestabili le generazioni giovanili che, nel loro girare per il mondo, si ritengono cosmopoliti. Girano, ma non capiscono nulla del mondo. A scuola ho trovato molti alunni e colleghi che provenivano dalla Roma-bene, agiata, del buonismo e del politicamente corretto, io, invece, provenivo dalla Roma popolare e la cultura (troppa) che ho acquisito me la sono conquistata con fatica e senza privilegi. Ho detestato tali colleghi e alunni, che sono, infatti, quelli che più ora mi rifiutano. Sono orgoglioso del mio essere romano popolare per il quale il "vaffanculo" è più importante del "politicamente corretto". Mi vergogno di vivere in una città con due papi: uno in Vaticano e l'altro al Quirinale.
LA BONTA' E' PERVERSIONE DELL'ETICA 

Il buono, cioè l'altruista, è un pervertito contro-natura. La generosità verso qualcuno è naturale solo se è interessata, legata a un sentimento "personale" rivolto a poche persone. Se diventa "universale" (etico), diventa perversione mentale. In natura ogni vivente pensa a sé, non ha istinti suicidi. L'altruismo è la metamorfosi illuminista dell'anelito suicida dell'asceta cristiano. Altrimenti è solo retorica. Cristianesimo e Illuminismo hanno pervertito l'etica del necessario e del giusto: “Gli antichi, se con la perdita di un sol pelo avessero avvantaggiato il mondo,non l’avrebbero dato; se tutto il mondo fosse stato offerto a loro soli, non l’avrebbero preso. Quando tutti non perdono un sol pelo e tutti non avvantaggiano il mondo, il mondo è in ordine <è giusto>” (“Lieh-tzu” VII, 99)
LA SUPERIORITA' MORALE DEL FILOSOFO
Il filosofo, tranne eccezioni (ad es. Pitagora), non appartiene a una confraternita politica, religiosa, scientifica. Non ha l'ambizione a uno spazio sociale di carriera. Il suo è quasi un semplice titolo onorifico. Il motivo per cui ci sono molti pessimi filosofi dipende dal fatto che hanno messo il loro cervello al servizio dell'opinione pubblica: politica, religione, scienza non sono verità, ma solo "opinione pubblica" a cui devono la loro autorità. Il filosofo vero, invece, sfida questa "opinione pubblica" e, senza volerlo, resta solo, nel filosofo solitario si avverte "qualcosa come l'eco di una desolazione,..come il sussurro e lo schivo guardarsi intorno della solitudine: perfino le sue parole più forti..suonano..come una nuova..specie di silenzio" (F. Nietzsche-Fram. post. 84-85- 37 (6)).
L'OSCENITA' BORGHESE/SOCIALISTA DELL'ILLUMINISMO 


E' nata da una trasformazione in senso antropologico del cristianesimo con l'altruismo. Una volta il cristiano perfetto era l'asceta, la sua rinuncia alla vita terrena era l'isolamento, non l'altruismo. Una libera scelta. L'altruismo illuminista ha reso pratico il cristianesimo e la rinuncia alla vita terrena è diventata vivere per gli altri anziché per sé, "essere utili" come schiavi. Così ogni voler starsene per conto proprio, separati, sia di individui che di popoli, viene bollato come "razzismo", non viene più rispettato: "L'uomo filosofico..ha intorno a sé la solitudine, non perché voglia essere solo, ma perché è qualcosa che non trova i suoi simili <all'altezza>..oggi il solitario <la separazione> si vede circondato..da..dubbi e sospetti" (F. Nietzsche - Fram. post. 84-85-38(11)).
LA SEPARAZIONE 

E' un valore morale per individui e popoli, mentre lo scambio obbligatorio, del dono cristiano o del commercio borghese, sono per se stessi dipendenza e immoralità. Sembra essere diventato un delitto voler restare se stessi: se un popolo, per restare se stesso, rifiuta i migranti, viene definito razzista dagli schiavi dello scambio: "Abdicare al mondo senza conoscerlo - come fa la monaca - procura una solitudine sterile e forse triste. Ciò non ha nulla in comune con la solitudine..del pensatore: allorché questi la sceglie, non vuole in alcun modo fare un atto di rinuncia; il dover persistere nella vita pratica <nello scambio> sarebbe..per lui una rinuncia <a se stesso>..una rovina: abdica ad essa perché la conosce..E' così che si getta nella sua acqua, che conquista la sua serenità" (F. Nietzsche - Aurora 440)

domenica 3 febbraio 2019

L'INTER COLONIA CINESE 

Da tifoso della Lazio mi ha infastidito il fatto che l'Inter, giocando male, vinceva le partite con dei furti. Perfino giovedì scorso ha provato a rubare. Ora, alla fine del primo tempo di Inter-Bologna, sta perdendo meritatamente. Questo rubare, pur dandomi fastidio come tifoso, come uomo non mi toccava e riconoscevo nell'Inter in ogni caso una dignitosa e famosa squadra di Milano. Ora devo ricredermi anche su questo e, se fossi un tifoso dell'Inter, oscillerei tra la vergogna e l'incazzatura. La maglia di una squadra è un po' come una bandiera della squadra, specie se ha tradizioni secolari: il nome dei giocatori sulla schiena scritto in cinese mi indigna. Penso ad un vero colonialismo cinese (vedi Africa). Penso che Trump faccia bene a fare le guerre commerciali contro la Cina.
EGOISMO, EGOCENTRISMO, ALTRUISMO 

Siamo tutti egoisti, ma non tutti egocentrici, mentre nessuno è altruista sul serio. L'egoista pensa "prima" a se stesso, deve farlo se vuole badare a sé, se vuole essere libero, se vuole tutelare la sua dignità e personalità. L'egocentrico pensa "solo" a se stesso e pretende che lo facciano gli altri, è sfruttatore e violento per definizione. L'altruista, in assoluto non esiste, perché non esiste chi, in assoluto, "non pensa a sé", sarebbe un suicida, ma anche perché ogni aiuto che da agli altri è comunque un suo interesse (ad es. istintivo per una madre, compensativo per chi crede nel premio nell'al di là). In relativo, l'altruista è un egocentrico egualitarista, potremmo dire democratico, se questo significasse qualcosa, concede anche agli altri il diritto di pensare a se stessi mediante l'attività altrui, generalizza lo sfruttamento reciproco. E' dal tipico egocentrismo dell'altruista che nasce l'idea degenerata (perché nega la dignità, l'orgoglio, la personalità di essere se stessi e di saper badare a sé) per cui è obbligatorio aiutare gli altri, cioè fare del bene, mentre etica è solo la giustizia. Perciò si aspetta aiuto obbligatorio da tutti e dice, più a parole che a fatti, di aiutare tutti, nel cambio fa un guadagno da 1 a 1 milione, è uno speculatore.