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martedì 25 febbraio 2020

IL MALATO IMMAGINARIO DELLA SCIENZA MEDICA

La malattia è una condizione "soggettiva" di una persona che può avere riscontri oggettivi nel suo corpo. Uno può avere una gamba in cancrena e sentirsi perfettamente bene, dato che lo "star male" è una condizione del tutto personale. Io sento freddo, tu no, alla stessa temperatura. La medicina ha del tutto estromesso il malato o paziente dalla malattia, non è più il paziente a stabilire se sta male, ma i codici, i protocolli, i tamponi, i microrganismi, i virus a stabilire se stai male. E così sono venute fuori persone che stanno bene nella realtà, ma stanno male per la medicina. Le astrazioni medico-sanitarie hanno sostituito la realtà, per cui, poi, se la medicina stabilisce che una persona sana può contagiare altri, questa persona perde il diritto a vivere, ad essere libero, a muoversi. Chi teme contagi, girasse come girano gli infermieri dei reparti di infettivologia, tutti bardati coma da scafandri. Ma nessun ha il diritto di togliere la libertà agli altri per le sue paure
IL FASCISMO  SANITARIO

Una volta (e anche questo era discutibile) si metteva in quarantena chi stava male e si presumeva (dubbi mai!) contagiasse gli altri. Oggi i progressi della medicina ci parlano di fantasmi, di microrganismi in base ai quali stronzi con il camice bianco in collaborazione con stronzi con la divisa della polizia o militare ti tolgono la libertà. Si sono inventati le persone che non malate che sono malate lo stesso, malati asintomatici, o portatori sani, una contraddizione paurosa rispetto alla realtà. Ormai se stai male non lo decidi tu, quella serie di protocolli, codici, schemi che viene chiamata scienza e alla quale è stata attribuita più autorità che a Maometto o a Gesù Cristo. Così gente libera e sana non può muoversi da un certo territorio. Sequestro di persona fatto da sanitari e poliziotti. Ribellione!

lunedì 24 febbraio 2020

COLPO DI STATO

Scienza e Medicina sono diventate indiscutibili, quasi fossero la realtà delle cose e non dittatura. Il sospetto che il coronavirus sia un "colpo di Stato" veicolato mediante la scienza e la medicina è forte. Ovviamente alla base di scienza e medicina c'è la paura. L'idea che uno preferisca morire per l'epidemia, ma non rimanere segregato e rinchiuso, non sfiora nemmeno le menti di questi dittatori sanitari. Se non ti fidi della salute della gente, sei tu a dover prendere provvedimenti per tutelarti. E' come con il profilattico, non è colpevole chi non vuole usarlo, ma chi si fa contagiare e non l'ha usato. Si ragiona a rovescio, nei termini dell'altruismo cristiano, sono io che devo badare a me stesso, non gli altri. Parlare di "unità", si intende: obbedite, rinchiudetevi, rinunciate alla libertà.
LA MARGHERITA
Quando strappi il gambo
d'una bianca margherita
sai che le stai togliendo
il fiore della vita?

E' viva e non lo vedi?
 Non vedi le corolle
 aprire la corona
 al Sol come sorelle?

E non vedi verso sera
 stringersi le corolle
 per far tepor l'un l'altra
 chiudersi come ampolle?
UNA COSA E' SICURA: CHI HA MALATTIE PREGRESSE, SPECIE SE GRAVI, O COMUNQUE HA UN SISTEMA IMMUNITARIO DEBOLE O ANTI-CORPI SCARSI NON PUO' ESSERE RICOVERATO IN OSPEDALE, PERCHE' E' PROPRIO LI' CHE IL SUO DEBOLE ORGANISMO NON RESISTE ALL'ATTACCO DEL CORONAVIRUS. NON BISOGNA CONCENTRARE I MALATI PERCHE', SE CIO' APPARE COME UNA TUTELA DEI SANI, NELLO STESSO TEMPO E' UNA CONDANNA A MORTE DEI MENO SANI. ALLORA DICIAMOCELO FRANCAMENTE: I RICOVERI IN OSPEDALI DI INFETTIVOLOGIA O L'ISOLAMENTO DI ZONE O PERSONE NON CORRISPONDE AL BENE, CIOE' ALLA SALUTE, DEI MALATI, MA ALL'EGOISMO DEI SANI, CHE IN TAL MODO LI TENGONO A DISTANZA, DI QUEI SANI CHE VANNO PROPUGNANDO LA SOLIDARIETA' E FRATELLANZA UMANA, MA CHE, IN CASO DI PERICOLO, SONO I PIU' DISUMANI. E' LA CRUDELTA' DEL BUONISTA.

domenica 23 febbraio 2020

LA SEGREGAZIONE
Le stesse persone che sono contrarie alla "segregazione razziale" sono quelle oggi più accanite a favore della "segregazione sanitaria". Si dirà che la "segregazione sanitaria" è contro un malattia che porta la morte, ma anche la "segregazione razziale" è contro una malattia che porta la morte. La "segregazione razziale", che poi è per lo più "culturale", potrebbe anche portare alla morte fisica (se, ad es., l'isolato è un integralista islamico). Però non esiste solo la morte fisica, ma anche quella di una cultura, di un popolo uccise dalla globalizzazione. Si impediscono riunioni di folla a stadi, cinema, pub, bar, teatri perché favorirebbero la diffusione del virus, ma allora bisognerebbe far evacuare le città intere, perché nulla aggrega folla e virus più di una megalopoli.
E' bene che siate coscienti del fatto che la tradizione scientifico-sanitaria minaccia la libertà e democrazia occidentali: in quanto erede dell'idea di "salvezza" cristiana, non prevede l'idea del coraggio di saper morire, per essa non morire è un dovere da imporre in modo coercitivo. Il coronavirus diventa il "cavallo di Troia" della distruzione della tradizione liberale occidentale con il quale scienza e medicina stanno tentando di distruggere tale tradizione fondata sulla libertà e il rispetto della persona. Con la segregazione coercitiva di persone sane, indicate come possibili malate asintomatiche o portatrici sane, è la libertà di tutti che viene minacciata e messa in discussione. La disobbedienza civile è d'obbligo. Non siamo cinesi che non hanno mai conosciuto la libertà e perciò non si ribellano alle segregazioni.