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domenica 10 novembre 2019

LA MALINCONIA ROMANTICA
A parte mio padre, mia madre, mio fratello morti, oggi mi capita anche di rivedere il visino della gattina uccisa da un'automobile giorni fa: è il tema romantico del “non più”:-“Vedendo partire una persona..considerava se era possibile..ch’io la rivedessi mai. Se io giudicava di no, me la poneva..a riguardarla..sviluppandomi alla mente questo pensiero: ecco l’ultima volta, non la vedrò mai più..E così la morte di qualcuno ch’io conoscessi,..mi dava una certa pena,..per questa considerazione..: è partito per sempre - per sempre? Sì: tutto è finito rispetto a lui: non lo vedrò mai più <siamo ‘momentanei’ compagni di viaggio>..E mi poneva a riandare, s’io poteva, l’ultima volta ch’io l’aveva o veduto, o ascoltato e mi doleva di non avere allora saputo che fosse l’ultima volta” (G. Leopardi-“Zibaldone” 644).

sabato 9 novembre 2019

IL MURO E L'OSTILITA' AI MURI
Senza i muri delle case i condomini si ammazzerebbero tra loro. Anche i popoli hanno spazi privati: l'uomo non ha la semplicità dell'animale. La propaganda "globalista", padrona di partiti, giornali ed economia, strumentalizza il muro di Berlino per dire di no a tutti i muri. Quindi niente case private? Il muro di Berlino separava lo stesso popolo, addirittura famiglie, era come un muro posto in casa per motivi ideologici. Ma i muri delle case e dei territori dei popoli sono muri che tutelano famiglie e popoli: ciò non piace agli affaristi che vogliono entrare ovunque (come Tv e Internet che spacciano il virtuale per il reale). I muri c'erano anche se non materialmente presenti: i Sioux ammazzavano gli Cheyenne che invadevano i loro territori. Erano fascisti? O sono stronzi gli ipocriti del globalismo?
L'ANARCHISMO DI LEOPARDI (dal mio libro su Leopardi) 
Una delle pochissime cose corrette che appaiono nel saggio di Gladstone è la seguente: “La politica occupa lo spazio più esiguo nelle opere sue, e c’è n’è giusto abbastanza per mostrare che era insoddisfatto del tono del partito retrivo, cui apparteneva sua padre, mentre non era amico delle rivoluzioni” (W. E. Gladstone - “Opere e vita di Giacomo Leopardi” in “Quarterly Rewiew” del 1850 - vol. LXXXVI). Leopardi era, come Nietzsche, certamente un orgoglioso “inattuale”, fu “ribelle”, ma non fu mai un “rivoluzionario”. Era un “ribelle” e per questo, vista la distinzione che fa Stirner, era anarchico: “La rivoluzione esige la creazione di istituzioni; l’imperativo della ribellione è invece di sollevarsi o innalzarsi” (M. Stirner - “L’Unico e la sua proprietà” parte 2°, II, 2). Il socialista, in questo erede del cristiano mistico, distrugge le istituzioni per crearne di nuove con la demagogia, l’anarchico si ribella e basta e non accetta nuove istituzioni, che considera tiranniche come le vecchie. Leopardi voleva la “società larga o scarsa”, la società antica, possibilmente arcaica, se era disgustato dai reazionari difensori del trono e dell’altare (vedi il padre), era ancora più nauseato dai liberali progressisti (in cui covavano i futuri socialisti, il socialista è un borghese educato dalla caritas cristiana per tutti, applicata alla società industriale, crede all’idea di comunismo con lo stesso fanatismo con cui un prete con vocazione crede all’idea di Dio, preti e socialisti sono stracolmi di ottusità ideologica). La “società scarsa” è quella società in cui il sussidio agli altri viene fornito solo in casi eccezionali (cadere in un fiume, terremoti, alluvioni ecc.), non quotidianamente e come “sistema”: Leopardi, come Nietzsche, detestava la società dell’amore universale, personificato in Dio, quando Dio scese sulla terra, si venne a creare lo Stato: “L’ingresso di Dio nel mondo è lo Stato” (G. W. F. Hegel - “Lineamenti di filosofia del diritto” (Aggiunte ricavate dalle lezioni di Hegel, compilate da E. Gans, 258)). Questo Dio scesa in terra era il “dover essere”, l’obbligo dell’amore universale, che annientava l’amor proprio che sta alla base della filosofia di Leopardi (e di Nietzsche), amore universale che in terra diventa costrizione, negazione di libertà, cioè Stato, come bene rilevava Stirner: “Lo Stato rappresenterebbe allora la realizzazione dell’amore, sarebbe per tutti l’esistere gli uni per gli altri” (M. Stirner – “L’Unico e la sua proprietà” parte 2°, II, 2). Per Leopardi questa servile demagogia cristiana, borghese e socialista dell’amore universale negava l’“amor proprio” e quindi ha sempre deriso l’amore universale che, come dice il combinato filosofico di Hegel e Stirner, con l’ingresso di Dio nel mondo divenne lo Stato, cioè la schiavizzazione reciproca, come dirà Nietzsche, nella moderna morale dello schiavo. Per Leopardi non c’è una società o uno Stato da perfezionare con il progresso (rivoluzione), ma solo uno Stato a cui ribellarsi (anarchia). A questo Dio fattosi Stato, come amore universale, Leopardi si opponeva e, per quanto si opponeva all’amore universale, di tanto era anarchico individualista. Come già fecero i romantici si ribellò alla radici della modernità, cioè all’Illuminismo, si ribellò al corso della Storia (pessimismo storico) e rimase fermo nella sua posizione anarchica della “società scarsa”, che, se non era quella primitiva, pure apprezzata, era almeno quella dell’antichità arcaica o repubblicana, comunque eroica, in questo in piena linea con Nietzsche.

giovedì 7 novembre 2019

LA GLOBALIZZAZIONE CAUSA IL RAZZISMO 
I fanatici del mercato, del missionariato cattolico, dell'astratto umanitarismo fanno finta di non capirlo. Eppure la mescolanza di culture e razze non può che creare il razzismo, perché le persone non sono entità indifferenziate come numeri. Solo i numeri possono convivere pacificamente nella globalizzazione, il resto è affarismo, demagogia e astrazione. Nel passato i razzisti non esistevano perché individui, popoli e culture vivevano "separati" in territori e spazi diversi. Al massimo potevano esserci delle guerre tra i popoli, che oggi si vogliono evitare, ma con la conseguenza che tutti con tutti non convivono e il razzismo è una realtà presente e inevitabile. Ma le guerre del passato, per quanto razzismo ci potesse essere, avvenivano più per motivi economici e politici.

mercoledì 6 novembre 2019

VELOCITA' E PROGRESSO 

La globalizzazione non esisterebbe senza di essi e io li maledico in nome di una gattina dal pelo delicato che avevo visto ieri e oggi è stata travolta da un'automobile. A lei dedico questa poesia del mio libro (Rime sgradite n. 28 - Il gattino): "Saltellava spesso/ quel piccolo gatto/ qualcuno diceva/ ch'era un po' matto,/ a tutti i bambini/ faceva le fusa/ ma poco era il cibo/ e alla rinfusa,/ di notte dormiva/ là in un cantuccio,/ per cercare tepore/ e un po' di calduccio,/ miagolava perché/ era sempre solo/ suo unico amico/ era un muricciolo,/ poi fu travolto/ e rimase ucciso,/ e piange anche lui/ nel suo paradiso,/ nel paradiso/ del gatto oppresso,/ come noi immolato/ al sacro progresso,/ mostro che uccide/ prima il gattino/ e subito dopo/ il vecchio e il bambino"

lunedì 4 novembre 2019

BALOTELLI 

E' antipatico a prescindere. Perché la parola "negro" è ideologicamente equiparata a "sporco negro"? Per un'ossessione anti-razzista?. Perché i "buu" sono a priori razzisti e significano "sporco negro"? Spesso vengono fischiati anche bianchi perché famosi o notoriamente antipatici o perché forti. Può essere il caso di Balotelli. Ronaldo viene spesso fischiato. Poi la storia dei "buu razzisti" mi ha seccato e sono completamente indifferente ad essi, mi sembra una follia, una mania ossessiva degli anti-razzisti, di chi specula politicamente e giornalisticamente sul razzismo, di chi è servo della mescolanza di 3 malattie: mercato globale borghese, fratellanza cristiana, solidarismo comunista. Cioè della globalizzazione obbligatoria a danno dei popoli. Ognuno può avere tutte le antipatie che vuole, se non fa violenza fisica.
CRETINI DI DESTRA E DI SINISTRA 

A sinistra non fanno altro che fare le "pecorelle smarrite" del cristianesimo e del mercato globale borghese, per cui demonizzano qualunque individuo o nazione indipendente in nome del calderone universale dove non si fa differenza tra italiano e islamico, tra eterosessuale ed omosessuale, tra romano e migrante e via dicendo. La vocazione alla santità del cretino di sinistra è vomitevole. L'uomo di destra ha tutta la cretineria dell'ordine salvifico (niente spinello, niente eutanasia) e mostra, in modo cretino, come Salvini, il crocifisso, come se il cristianesimo non fosse una barbarie di origine orientale, oppure come Giordano che dice che non vuole festeggiare Halloween (un carnevale macabro) e festeggiare "Tutti santi". E' perché è santo che gli è venuta la voce da castrato?