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domenica 3 febbraio 2019

LA SOLITUDINE FILOSOFICA E LA MORALE

E' inevitabile rimanere soli per chi ha una mente filosofica, che sa vedere l'inconsistenza dei fondamenti morali cristiani e umanitari, scavando un abisso incolmabile tra sé e gli altri. Tutti fuggono dal libero filosofo che smonta i più sacri valori della morale cristiana e umanitaria dominante e, tipo Pietro e Gesù, fingono di non conoscerlo. Capita anche a me. Diventa l'opposto del loro pregiudizio morale: il disumano. Per Nietzsche: "Le menti filosofiche si distingueranno dalle altre per il fatto di non credere al significato metafisico della morale <il buono in sé>: e ciò potrebbe aprire tra loro <le menti> un abisso..l'ultima differenza fra le menti filosofiche e le altre sarà questa, che le prime vogliono essere giuste, le altre..giudicare <buono-cattivo>" (Umano, troppo umano II,33)
I TRIBUNALI COME GOGNA POLITICA 

Fino a quando non si farà una "pulizia etnica" dei magistrati aderenti a partiti, non ci si può fidare più della magistratura. Giustamente ci si meraviglia del fatto che Salvini venga accusato di "sequestro di persona aggravato", infischiandosene di un'altra legge che lo vieta. Dice l'art. 51 del Codice penale: "L'esercizio di un diritto o l'adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità, esclude la punibilità". L'ingresso di immigrati irregolari è vietata dalla legge italiana e si fa sempre finta di non ricordarlo. Non farli entrare è un dovere imposto da una norma. Il mare è la frontiera dell'Italia dove non c'è la terra. Il fatto stesso che si cerchi di giudicare Salvini, dimostra l'intento persecutorio e il rischio di una sentenza politica.
SCAMBIO E MIGRANTI=VIOLENZA 

Per Todorov scambio e comunicazione possono essere o "imposti" o "proposti". Nel primo caso si ha la violenza. Gli imperi li "impongono", anche il colonialismo. Il cristianesimo li teorizza come altruismo obbligatorio, è la base teorica di imperialismo e globalizzazione. Se subiti con migrazioni, sono imposizione, violenza. I pellerossa sono stati trucidati da "migranti" europei. I migranti Usa nel Texas, nel 1836, scacciarono i messicani e dichiararono il Texas indipendente per poi unirlo agli Usa. I migranti albanesi occuparono il Cosovo, territorio serbo, e cacciarono i serbi. Noi bombardammo la Serbia. La globalizzazione anglo-americana è imposizione economica di scambio e comunicazione. I migranti sono dei poveracci aggressivi, da cui è lecito difendersi. Non si propongono, si impongono.
Quello che Nietzsche diceva dei preti va riservato ed esteso anche ai suoi eredi, cioè gli umanitari. Entrambi insegnano ciò che è contronatura, cioè l'indifferenza verso il corpo, verso il territorio in cui si vive, verso il popolo che ci appartiene, insegnano a credere in astrazioni (come astrazione era il Dio cristiano, così è astrazione l'Umanità), umanità in nome della quale si distruggono tutte le differenze naturali, da quelle immediate e individuali, a quelle territoriali, a quelle tra i popoli. La solidarietà verso il migrante è l'equivalente della fratellanza universale cristiana, possibile si faccia finta di non capirlo? E si fa l'anti-cristiano! Ipocrisia laica.
Questa barbarie è l'unica verità della civiltà.

sabato 2 febbraio 2019

LA MISERIA INTELLETTUALE DEGLI SPECIALISTI 

Gli specialisti vedono astrattamente il mondo, sono solo parte di un tutto, non vedono il tutto, ma ragionano da fegato, da stomaco, da intestino. L'universale, che unisce gli organi e li riduce a identità funzionali dell'unità, non esiste: il popolo non è un'unità reale. Lo specialismo produce microcefali. Per questo il filosofo solitario, cosciente di sé e della realtà, ragiona in modo più aperto e realistico: "Voilà, questo mondo democratico trasforma tutti in specialisti, perciò la grandezza è oggi nell'essere universali <inesistenti>. Esso sviluppa l'animale di branco, perciò oggi è da ascrivere a grandezza lo star solo, il vivere indipendente. L'uomo più vasto..senza gli istinti del gregge..<si tuffa> nelle profondità della vita" (F. Nietzsche - Fram. postumi - 35(25).
ELOGIO DELLA SOLITUDINE 
(che vale anche per la "separazione" sia di individui che di popoli: la globalizzazione è esattamente l'acqua sporca della cisterna a cui bevono tutti): 

"Solitudine, anche per questo..Per questo me ne vado nella solitudine - per non bere nelle cisterne di tutti. In mezzo a molti io vivo come molti e non come penso con il mio io: dopo qualche tempo mi accade sempre, come se mi si volesse esiliare da me stesso e perdere l'anima - e me la prendo con tutti. Il deserto è allora necessario per ridiventare buono" (F. Nietzsche - "Aurora" 491).