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giovedì 24 gennaio 2019

NIETZSCHE, SOCIALISMO, ANARCHISMO 

"L'individualismo è una forma modesta..di 'volontà di potenza'..Egli non si oppone come personalità ma solo come individuo; rappresenta tutti gli individui contro la collettività..si pone istintivamente come uguale ad ogni altro individuo..Il socialismo è solo un mezzo d'agitazione dell'individuo..L'anarchia è..solo un mezzo di agitazione del socialismo" (Framm. postumi 87-88 - 10 (82)). Però Stirner diceva che l'individuo era "unico": era ovvio che ci fosse anche la personalità. N. vede l'individuo come un numero allo stesso modo del socialista, ma, a ragione, lo condanna. N., complice la diffusione dell'anarco-socialismo, sovrappose socialismo e anarchismo. Rispetto all'anarco-socialismo è corretto, ma rispetto all'anarco-individualismo no, quest'ultimo è sempre "personalizzato".

mercoledì 23 gennaio 2019

LEOPARDI CONTRO LA GLOBALIZZAZIONE 

"Sparite..le nazioni..S'è..spento l'odio verso altrui..?..La fola <favola> dell'amore universale..non può mai congiungersi <con> il bene..dell'individuo..Non si odia più lo straniero? ma si odia il compagno, il concittadino, l'amico, il padre, il figlio..Non si hanno più nemici nazionali ma..nemici privati" ("Zibaldone" 890). Questo sta avvenendo. La fine della globalizzazione può far tornare scontri tra nazioni, ma nella globalizzazione la guerra non è mai finita: ha assunto i caratteri economici della concorrenza, è stata deviata dall'esterno all'interno dei popoli: con la propria famiglia, i propri amici, con le "guerre civili". Venezuela, Brexit, Catalogna, odio per Trump, gilet gialli ne sono accenni. Nessuno sarà più sicuro. Le comunità ristrette si ricompatteranno contro lo straniero.
I DEBOLI E LE COLPE 

Un forte, un coraggioso, non attribuisce il suo male sempre ad altri, ma alla sua debolezza. Colpevolizzare gli altri per quanto di male capita è, invece, tipico del debole (che non accetta se stesso): non dirà mai che il male dipende dalla sua debolezza, ma, con "risentimento", darà la colpa ad altri. Al diavolo, se credente, al cattivo, se moralista, ai portatori di batteri, se fanatico della scienza, a un ebreo, se nazista, a un ingegnere, se magistrato. La società tecnico-scientifica è sempre alla ricerca di un colpevole: il delirio di onnipotenza è tipico del debole: "i decadenti..hanno bisogno..di una teoria in base alla quale poter scaricare su un qualunque capro espiatorio il fatto della loro esistenza, del loro essere così e così" (F. Nietzsche-"Framm. postumi" 88-89- 15 (30)).
SACROSANTA VERITA' 
Nietzsche dice che la morale cristiana sopravvive nei moderni anche quando si allontanano dalla religione o diventano atei. L'utilitarismo sta alla base tanto del commercio mondiale quanto dell'altruismo (non è un caso: l'economia mercantile è l'altruismo come si realizza nella realtà, cristianesimo e socialismo sono una metafisica ideale dell'economia come altruismo: si è "utili" al prossimo, o vendendogli delle cose o aiutandolo in modo, apparentemente, gratuito). "Utilitarismo"= "altruismo": "Prescindendo dalla considerazione filosofico-religiosa, <nel mondo moderno> troviamo lo stesso fenomeno: l'utilitarismo (il socialismo, la tendenza democratica) critica l'origine dei valori morali <la religione>, ma crede in essi, allo stesso modo del cristiano" (Framm. postumi 85-87 - 1(165)).
UN ERRORE DI NIETZSCHE 

Vivo Nietzsche, l'anarchismo era diventato "anarco-socialismo", Stirner era dimenticato (fu ripreso ai primi del '900) e non è chiaro se N. lo conoscesse o meno, non ne tiene conto. Ma anarchismo e socialismo vogliono scopi diversi: il primo la libertà, il secondo l'eguaglianza, che, a ben vedere, si escludono a vicenda. Nietzsche, quindi, condanna l'anarchismo, perché crede che sia solo anarco-socialismo, non capisce che può essere molto individualista, e crede sia solo un socialismo più arrabbiato (anche oggi c'è questa confusione), nell'anarchismo condanna il socialismo: "Sono avverso..al socialismo, perché sogna..le idiozie del gregge, e i diritti uguali; anche l'anarchismo vuole lo stesso ideale, solo in maniera più brutale" (Fram. postumi - 84-85 - 34 (177))

martedì 22 gennaio 2019

LA PERVERSIONE DEL "CAMBIAMENTO" 

La società borghese e socialista hanno il dogma del "cambiamento", che indica la mobilità nevrotica e priva di affetto dell'uomo moderno. Alcuni umani cambiano di continuo fidanzato/a perché incapaci di affetto vero. Si riducono a fare sesso, che può anche essere tenuto separato dal sentimento, come una farfalla che gira di fiore in fiore, ma diventa patologia grave se si associa ad un'incapacità affettiva. Tifi Roma, ti cambiano tutti i giocatori, ti ritrovi a tifare per i giocatori del Milan diventati della Roma. "Cambiare" lavoro ti rende un pupazzo a disposizione del mercato. Stai mangiando un piatto di fettuccine, che ti piacciono, e ti ritrovi un piatto di fusilli. Si cambia l'ingiusto, non per cambiare, cambiare sempre, da insoddisfatto, è rifiuto del mondo come nell'ascesi.
L'IGNORANZA NON AMMETTE LA LEGGE 

Totò, in "Miseria e nobiltà", faceva lo scrivano pubblico: la gente non sapeva scrivere, e afferma: "Viva l'ignoranza!". L'ignoranza difendeva la gente dall'oppressione del potere, il quale, per farsi obbedire, doveva usare la violenza. Nei limiti in cui girava cultura, si formava, come dice il politologo Mosca, la "formula politica", che, con il lavaggio del cervello, imponeva regole che permettevano al potere di comandare senza usare la forza. Per questo la civiltà borghese ha favorito cultura, legge e scolarizzazione. La cultura ha portato alla "formula politica" della globalizzazione. Io, da prof. di Filosofia, cercavo, con l'esercizio critico, di demolire i filosofi di cultura e potere (Platone, S. Agostino, Cartesio, Kant, Hegel, Marx ecc.) e di valorizzare quelli della libertà istintiva.